mercoledì 13 maggio 2009

Il Grande "Slam" della 3ªTP

Dopo il terzo posto di Noemie Levarlet al concorso di poesia ecco altre due belle notizie: la vittoria di "FAVOLANDO" e la finale al concorso "Policultura"
che prevedeva la realizzazione di un ipertesto multimediale su un tema fantastico o sul proprio territorio. Il lavoro proposto ha superato la prima trance, ovvero la selezione da parte di una giuria qualificata. Adesso però, cliccando sul sito
http://www.policultura.it/ si ha la possibilità di votare l' ipertesto "Osimo: un tesoro da scoprire" (classe III A T.P.), nella sezione POLICULTURA KIDS, tema "Le tue radici", a cura di Raffaella De Sanctis.
Poichè tale lavoro potrebbe essere un vanto per tutti i cittadini osimani, l'insegnante Raffaella De Sanctis invita pertanto l'intera popolazione e tutti quelli che tengono alla città a votare il suddetto lavoro che potrebbe essere premiato a Milano il 17 giugno.

Ecco invece la favola vincitrice del concorso "Favolando"
Il pianeta dei bambini

C’erano una volta dei bambini che provenivano dall’Africa, dal Perù, dall’India e dalla Cina. Essi si ritrovarono casualmente in Italia e precisamente nella classe terza di una città di nome Cattivagente.

Malù, Mascjurì, Kejra e Cia-Ciun si legarono perché i compagni di classe non li sopportavano, anzi non accettavano proprio nulla di questi bimbi stranieri. Odiavano le loro usanze, il colore della loro pelle e persino l’odore del cibo che portavano a scuola la mattina per la ricreazione. Per non parlare poi del fatto che non riuscivano a comunicare a causa della lingua. Gli insegnanti non li prendevano in considerazione e non facevano nulla per far sentire a casa i piccoli forestieri.

C’era solo un bambino, di nome Alessandro, che cercava di stabilire un contatto, di fare amicizia con i quattro ragazzini. Egli però, a sua volta, era isolato, emarginato e deriso dal resto della classe perché era seduto su una sedia a rotelle.

Cosa potevano fare il pomeriggio i nostri amici in una città grigia, brutta ed inquinata come Cattivagente? Come giocare in un luogo in cui nessuno rivolgeva loro la parola come se fossero dei marziani? Vi sembrerà strano, ma con gli occhi e i sorrisi i cinque amici comunicavano benissimo perché parlavano il linguaggio dell’amore, della tolleranza e della solidarietà. Scoprirono subito che potevano essere accomunati da un mezzo di trasporto che li avrebbe condotti alla scoperta di un mondo meraviglioso. Questo mezzo era la bicicletta: due ruote a testa potevano abbattere le diversità e superare ogni ostacolo!

Durante una delle loro scorribande in bici, si imbatterono nel gruppetto più violento dei compagni di classe. Fra di essi c’era Jacopo, un bulletto veramente antipatico e cattivo, con il cuore più duro di una roccia. Egli cominciò a prenderli in giro, a deriderli per il colore della loro pelle e per come erano vestiti. Poi, dalle parole passò ai fatti e lanciò contro il gruppetto inerme delle pietre. I cinque amici allora capirono che dovevano darsela a gambe e iniziarono a pedalare talmente tanto in fretta che, non accorgendosi di una rampa, spiccarono il volo e si ritrovarono magicamente catapultati nello Spazio.

Atterrarono sul pianeta Verde e scoprirono immediatamente che era abitato soltanto da bravi e buoni bambini. Essi erano tutti verdi, avevano un solo occhio e la testa calva. Erano piccoli di statura ma avevano lunghe gambe e piedi enormi per spostarsi agilmente nel fango. Gli extraterrestri offrirono loro del cibo e da bere e comunicarono a gesti. Mascjurì riuscì a raccontare loro la brutta avventura che era capitata agli sventurati bambini. Quel posto era un paradiso e Malù pensò che lì si sarebbero trovati bene ma c’era un grosso problema: Alessandro non riusciva a muoversi perché le ruote della sua carrozzella affondavano. Infatti, il pianeta Verde era melmoso.

Come uscire da questo guaio? A Cia-Ciun venne un’idea: Alessandro avrebbe potuto scrivere un messaggio ai suoi genitori, ma come avrebbe potuto recapitarlo? I marziani compresero tutto perché erano talmente sensibili da riuscire anche a leggere nel cuore delle persone e così diedero al bambino una bottiglia legata ad un razzo di piccole dimensioni. Alessandro scrisse la lettera e la mise nella bottiglia. Il razzo parti alla volta della Terra e lasciò una bianca scia a forma di lettere. Tutti gli abitanti degli altri pianeti lessero la scritta: “S.O.S., HELP: CONCENTRATE LE VOSTRE ENERGIE SPAZIALI ED INVIATE IMMEDIATAMENTE UN RAGGIO COSMICO D’AMORE SULLA CITTA’ DI CATTIVAGENTE. GRAZIE”.

I genitori di Alessandro ricevettero la richiesta di aiuto e rimandarono in un barattolo la risposta. Il figlio la lesse perché il razzo tornò indietro alla velocità della luce. C’era scritto che avrebbero fatto di tutto per inviare sul pianeta Verde una navicella spaziale. E così fu.

Quando fecero ritorno sulla Terra i nostri cinque eroi vennero accolti da una marea di gente che li acclamava e li apprezzava per il loro coraggio. Erano tutti curiosi di sapere come erano fatti il pianeta Verde ed i suoi abitanti. I bulli della classe li accolsero con affetto e con stima, i maestri li lodarono per la loro grande bontà. Il popolo di Cattivagente si era trasformato: il raggio cosmico-solidale aveva sciolto la cortina di odio che rendeva cupi i loro pensieri e neri i loro cuori.

Questa avventura fu scritta a caratteri d’oro su un libro deposto in una scatola d’argento conservata in una vetrina del Museo della città che fu ribattezzata Buonagente. Sul coperchio della preziosa scatola furono incise le seguenti parole: “L’amicizia è un grande dono e le persone sono tutte uguali pur nella diversità”.

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